Diamo voce alla murgia.

Amor ch’a nullo amato

Amor ch’a nullo amato

di Baccelliere Fabio

Pagine: 184

Anno di stampa: 2014

Isbn: 978-88-6653-067-1

Prezzo: € 13.00

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Fabio è un docente di italiano presso un liceo scientifico romano, bravo con le parole e abile con la letteratura, a suo dire solo un inganno, un “pretesto” per illudersi che la vita possa assomigliare a essa. É per questo che egli sente di essere inadeguato al suo ruolo oltre ad aver paura di innamorarsi ancora. Timori che emergono soprattutto nell’incontro con una collega d’inglese, tormentata anche lei dalla paura di non trovare l’uomo che la ami come lei vorrebbe. Ma è un ulteriore incontro a sconvolgere le scettiche convinzioni di Fabio nei confronti dell’amore: Beatrice, una sua alunna, grazie a lui, scopre la bellezza della letteratura, bellezza che dentro di lei alimenta sogni e, quindi, desideri. Ingenuamente, si innamora di un ragazzo della sua scuola e, inizialmente intimidita, trova poi il coraggio di vivere fino in fondo questo sentimento, spronata dal canto V dell’Inferno dantesco, che la porta a chiedersi se a un amore forte si può resistere senza ricambiare. Sarà proprio grazie al sentimento spontaneo di Beatrice che Fabio scopre quanto il suo vero problema sia il rifiuto delle emozioni.
Fabio Baccelliere, al suo esordio come scrittore, ci regala un romanzo che parla d’amore, l’amore della letteratura che incontra l’amore della vita reale, un romanzo fatto di “parole belle”. E le parole belle bisogna ricordarle perché “senza di esse rischiamo di vivere in un eterno e rumoroso silenzio”.
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Certo, il professore non ignorava che con le parole bisogna avere molta cautela, perché dietro poche lettere ci sono interi mondi, e buttare un occhio in questi mondi significa, qualche volta, perdersi; ma era convinto anche del fatto che non ci si può trovare se prima non ci si perde. Fabio Baccelliere, pugliese di nascita dal 1976, romano d’adozione, cosmopolita d’elezione, ha lavorato come sceneggiatore, regista, giornalista, fonico, operatore video e molto altro; nel frattempo, ha letto molto. Attualmente è, orgogliosamente, un professore di italiano, ammesso e non concesso che il lavoro definisca l’essere; ma è, soprattutto, tutto ciò che diventerà nel futuro. Fabio è un docente di italiano presso un liceo scientifico romano, bravo con le parole e abile con la letteratura, a suo dire solo un inganno, un “pretesto” per illudersi che la vita possa assomigliare a essa. É per questo che egli sente di essere inadeguato al suo ruolo oltre ad aver paura di innamorarsi ancora. Timori che emergono soprattutto nell’incontro con una collega d’inglese, tormentata anche lei dalla paura di non trovare l’uomo che la ami come lei vorrebbe. Ma è un ulteriore incontro a sconvolgere le scettiche convinzioni di Fabio nei confronti dell’amore: Beatrice, una sua alunna, grazie a lui, scopre la bellezza della letteratura, bellezza che dentro di lei alimenta sogni e, quindi, desideri. Ingenuamente, si innamora di un ragazzo della sua scuola e, inizialmente intimidita, trova poi il coraggio di vivere fino in fondo questo sentimento, spronata dal canto V dell’Inferno dantesco, che la porta a chiedersi se a un amore forte si può resistere senza ricambiare. Sarà proprio grazie al sentimento spontaneo di Beatrice che Fabio scopre quanto il suo vero problema sia il rifiuto delle emozioni. Fabio Baccelliere, al suo esordio come scrittore, ci regala un romanzo che parla d’amore, l’amore della letteratura che incontra l’amore della vita reale, un romanzo fatto di “parole belle”. E le parole belle bisogna ricordarle perché “senza di esse rischiamo di vivere in un eterno e rumoroso silenzio”