Diamo voce alla murgia.

L’imperfetto

L’imperfetto

Giochi d'altri tempi

Pagine: 294

Anno di stampa: 2016

Isbn: 978-88-6653-092-3

Prezzo: € 15.00

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Conviene tenersi a ragionevole distanza da questo romanzo-racconto-confessione-invenzione-storia, perché, una volta che si offre un varco, al lettore non rimarrà altro che lasciarsi prendere e viaggiare con l’autore, dovunque egli lo conduca. Rassicurante sarà solo il primo passo, quello che lo scrittore fa montando su un treno. L’avventura descritta trascina con sé i ricordi dell’infanzia, l’adolescenza, gli studi, l’ambiente familiare e sociale, che risulta essere solo l’ultimo tentativo dell’autore di tenere ben posati i piedi per terra prima di provare a librarsi, per porsi domande senza essere infastidito dal quotidiano e dalle sue banalità e andare a caccia di verità e poter avere risposte sugli interrogativi che l’hanno sempre afflitto. Aggrappato all’idea di tessere i fili dell’esistenza il protagonista percorre in lungo e in largo le contrade più  disparate, quelle fisiche e quelle dello spirito.

Dalla storia emergono figure che lontane fra di loro sembrano lanciare segnali che invitano a non lasciarli inascoltati semmai a coglierne il senso profondo e allo stesso tempo elementare. Da una tale primitiva intuizione e dall’attenzione ai messaggi più infantili e semplici è possibile ricostruire lo sfilacciato senso dell’essere. É un percorso tortuoso e intricato e il personaggio, uno fra tanti, suggerisce di non perdere l’occasione. É seduto in attesa che il miracolo si compia. Anche quello di leggere queste pagine.

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Ugo Rubini, docente di Lingua e letteratura tedesca presso le Università di Bari e della Basilicata, ha pubblicato contributi e saggi che spaziano da quella particolare cultura post-romantica che caratterizza parte dell’Ottocento tedesco (Heinrich Heine) e dagli scenari dei primi decenni del Novecento (Joseph Roth e Franz Kafka) fino alla permanente ineluttabilità del vacuo esistenziale di Thomas Bernhard – che ha fatto conoscere in Italia –, passando attraverso alcune manifestazioni letterarie più recenti. La sua attività di ricerca e i suoi intensi e duraturi contatti con l’Austria gli hanno valso, nel 1991, l’ambitissima onorificenza del Grosses Ehrenzeichen, per gli alti meriti culturali. Dopo una vita dedicata agli studi e alla ricerca nel campo della germanistica, ha avviato una ben distinta attività di narratore, privilegiando problematiche e temi legati alla variegata e complessa temperie culturale mitteleuropea. Ha pubblicato Il sogno di Jan Jesensky (Pensa MultiMedia, 2005) con cui ha vinto il premio Mario Soldati e il premio Nabokov nel 2006; La notizia perduta (Liguori, 2009), che ha ottenuto un riconoscimento dal Centro Mario Pannunzio di Torino, e Franz (A&B, 2012). è inoltre autore di alcune pièce teatrali fra cui Sono Milena di Praga e Liza, a proposito della neve bagnata, ispirata alle Memorie del sottosuolo di Dostoevskij.