Diamo voce alla murgia.

Venti di unità

Venti di unità

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La storiografia ha contrabbandato come verità le mistificazioni che i vincitori dovevano propagare per giustificare le proditorie aggressioni fatte nei confronti degli Stati sovrani della Penisola Italiana – quali il regno di Napoli, lo Stato Pontificio e gli altri stati italiani – per realizzare una unità che i popoli non avevano voluto e non volevano. Si trattò di una conquista e di una colonizzazione che, al di là dell’innegabile valore dell’unità della Nazione Italiana, di fatto ne annientò tutte le tradizioni culturali e storiche e ne depredò le ricchezze in favore del Piemonte o del nord in genere. Questa storiografia, mentre spaccia per eroi i conquistatori, non si preoccupa di infangare la memoria di coloro che perla loro patria e la loro terra combatterono e morirono da eroi o ammazzati senza processo come “briganti” o sparirono nei lager piemontesi del Nord, senza nome e senza ricordo. È necessario che il popolo italiano e quello Meridionale in particolare ripercorra questa storia nella Verità e smetta inneggiare ai conquistatori imparando a ricordare il sacrificio di tanti che si immolarono perché le radici storiche e culturali della loro terra non andassero perdute.

Nunzio Langiulli è nato a Gravina in Puglia nel 1933. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel luglio 1957, ha esercitato ed esercita in Gravina in Puglia la professione di avvocato coprendo, per sei anni, anche la carica di vice-pretore onorario. Nato ed educato in una famiglia profondamente cattolica, fin dalla prima infanzia ha fatto parte dell’Azione Cattolica Italiana diventandone Presidente diocesano dal 1981 al 1990. Militante fina dal 1958 nella Democrazia Cristiana, è stato per due legislature Consigliere comunale e, per circa dieci anni, componente del comitato provinciale della DC di terra di Bari fino al 1981 quando dovette dimettersi stante la incompatibilità di questo incarico con la elezione a presidente diocesano di Azione Cattolica. Entrato nel 1987 nel Rinnovamento Carismatico Cattolico e precisamente nella Comunità di Gesù eretta canonicamente nella Diocesi Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, ne è consigliere fin dal 1992. Per la comunità, unitamente alla sua sposa, è stato missionario in Argentina dove ha collaborato per la Fondazione della Comunità di Gesù in Buenos Aires allo scopo di avviare in quella terra il dialogo tra cattolici ed evangelici che è giunto, quest’anno, al terzo incontro nazionale. Successivamente è stato in Albania ed in Romania dove si è più volte recato anche insieme al Vescovo della Comunità e della Diocesi, mons. Mario Paciello, per il dialogo con gli Ortodossi ed i rapporti con i Greco-Cattolici di quella nazione. Innamorato del dialetto gravinese, pubblicò nel marzo del 1991 un volume di versi in vernacolo intitolato Tèrr’a sulagne (ed. Ladisa – Bari) e, sempre in vernacolo ha scritto molte commedie ancora inedite che però sono state rappresentate con successo in Gravina ed in altre località della Puglia.

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