Diamo voce alla murgia.

rassegna stampa

raiz

Raiz

28 novembre 2013

Rabbenu Tam, faro dell’ebraismo medievale in Europa e nipote di Rashi di Troyes, cita un detto molto popolare al tempo, ovvero “Da Bari esce la Torah e la parola di Dio da Otranto”, che è la parafrasi di un passo dei Profeti (Da Sion esce la Torah e da Gerusalemme la parola di Dio) e che stigmatizza la grande attività e l’autorevolezza delle accademie talmudiche pugliesi alle porte dell’anno 1000. A quel tempo Bari era la Porta dell’Oriente mediterraneo e melting pot di popoli e culture che convivevano nel medesimo perimetro urbano: Longobardi, Latini, Greci, Ebrei e Saraceni prosperavano e arricchivano materialmente e culturalmente la città prima che Santa Romana Chiesa – non me ne vogliano i cattolici! – e i giochi dei poteri forti facessero tabula rasa, azzerando e conformando le diversità. Il bel romanzo di Vito Antonio Loprieno, Il Tredicesimo Papiro. Anno Domini MII, dalla narrativa a cavallo di quella di Marek Halter (Il Cabalista di Praga) e di Avraham Yehoshua (Viaggio alla fine del Millennio), si ambienta proprio in questo contesto storico e riscrive in forma di racconto l’assedio saraceno della città pugliese.
L’autore ci consegna il ritratto molto verosimile di una città che seppe essere un luogo di convivenza e rispetto delle differenze culturali: dal passato remoto del nostro Sud, un esempio di modus vivendi da tener presente per affrontare la sfida della società multiculturale dei prossimi decenni.